
Dentro e fuori la finestra
- Sara Costa
- 29 nov 2025
- Tempo di lettura: 3 min
🌿APPUNTO 2 — Mindfulness per musicisti
Dentro e fuori la finestra. Il sistema nervoso nella vita del musicista.
Negli ultimi anni, parlando con molti giovani musicisti e seguendo i miei studenti, ho notato un fenomeno ricorrente: spesso, quando qualcosa “non funziona” nello studio o nella performance, si tende a pensare subito alla tecnica, alla memoria o alla concentrazione.
Eppure, osservando con più attenzione, emerge un filo comune:
molti di quei momenti nascono da uno stato interiore che ha poco a che fare con la bravura e molto a che fare con il sistema nervoso.
Ci sono studenti che improvvisamente “perdono” un passaggio che conoscono benissimo.
Altri che suonano con un gesto più duro, senza sapere perché.
Altri ancora che respirano male o si irrigidiscono senza averne alcuna consapevolezza.
Questi segnali — così sottili e così diffusi — mi hanno portato a interessarmi sempre di più al legame tra musica, percezione e fisiologia.
Perchè se comprendiamo come il sistema nervoso reagisce mentre suoniamo, possiamo aiutare molti giovani a ritrovare presenza, fluidità e fiducia.
Perchè provare a cambiare il punto di vista può, anche per un insegnante, fare la differenza nell‘approccio didattico.
Questo Appunto nasce da qui.
🌿Neurocezione: quando il corpo percepisce prima della mente
Il neuroscienziato Stephen Porges, autore della Polyvagal Theory, usa il termine neurocezione per descrivere la capacità del sistema nervoso di riconoscere sicurezza o minaccia prima del pensiero consapevole.
Per un musicista, questo significa che il corpo può “sentire” tensione o pressione anche in situazioni dove, razionalmente, non c’è alcun pericolo.
Esempi reali, che osservo abbastanza di frequente:
un passaggio difficile attiva una reazione di allerta
il ricordo di un errore porta il corpo a irrigidirsi
il timore di essere osservati restringe la percezione
un gesto incerto si trasforma in un gesto “di difesa”
Queste reazioni non sempre dipendono dalla tecnica: spesso sono risposte fisiologiche automatiche.
🌿Cosa succede al sistema nervoso in stato di allerta
Quando la neurocezione registra “minaccia”, il corpo attiva — in modo del tutto naturale — una delle tre risposte di base:
🔹 Fight (attacco)
il gesto si fa più duro, il suono più spinto
🔹 Flight (fuga)
il tempo accelera, la precisione diminuisce
🔹 Freeze (blocco)
la mente si svuota, il corpo perde reattività
Queste reazioni, nel quotidiano, servono a proteggerci.
Ma nello studio musicale o durante un concerto possono limitare il gesto, la memoria e l’ascolto.
Non è un problema caratteriale.
È un cambio di stato del sistema nervoso.
🌿 La “finestra di tolleranza” del musicista
Lo psichiatra e neuroscienziato Daniel J. Siegel, docente alla UCLA School of Medicine e autore della teoria della Window of Tolerance, descrive questo concetto come lo spazio ottimale in cui mente e corpo possono funzionare al meglio.
Quando siamo dentro la finestra:
ascoltiamo meglio
il gesto è fluido
la memoria funziona
c’è sensibilità e controllo
il suono ha profondità
Quando siamo fuori:
iperattivazione: agitazione, rigidità, velocità
ipoattivazione: stanchezza, confusione, mancanza di energia
Molti studenti scambiano questi stati per “giornate no”.
In realtà, sono oscillazioni fisiologiche normali.
La buona notizia?
Con piccoli accorgimenti, si può rientrare nella finestra.
✨ Un esercizio semplice di regolazione (4–6 breathing)
Usato in:
protocolli di mindfulness clinica (Jon Kabat-Zinn)
teoria polivagale (Porges)
programmi di gestione dell’ansia da performance
pratiche di self-regulation nelle arti performative
🌬 1. Inspira per 4 tempi.
Niente sforzo, niente spinta.
🌬 2. Espira per 6 tempi.
Lento, morbido, continuo.
🌬 3. Ripeti 3–5 volte.
Effetti concreti osservati nei musicisti:
rallenta l’attività del sistema simpatico
attiva il vago ventrale (stato di sicurezza)
migliora la coordinazione
riduce microtensioni periferiche
amplia l’ascolto e la percezione del gesto
stabilizza la memoria
È un esercizio minuscolo, ma profondamente efficace.
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Il sistema nervoso è il primo strumento di ogni musicista.
È lui che determina la qualità del gesto, dell’ascolto, della memoria e del suono.
Molti dei problemi che vediamo nello studio o durante un concerto sono segnali di un sistema nervoso che sta cercando di proteggerci.
Imparare ad ascoltarlo non è psicologia né auto-aiuto: è una competenza fondamentale, da allenare, per chi vive di musica.
Nel prossimo Appunto entreremo in un tema altrettanto centrale: la qualità dell’attenzione — come cambia quando suoniamo, e come allenarla in modo concreto.
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Vi mando energia!
Sara







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