
La creatività non va recintata
- Sara Costa
- 31 dic 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Viviamo in tempi in cui la creatività è moneta, carta d’identità, passaggio obbligato tra visibilità digitale e sopravvivenza economica.
Soprattutto per noi musicisti, creare e condividere non è un hobby, ma parte concreta del mestiere.
Il problema non è questo.
Il problema nasce quando si perde la soglia tra ciò che facciamo per lavoro e ciò che ci nutre nell’anima.
Viviamo circondati da narrazioni che ci sussurrano — e spesso urlano — che la creatività è solo merce, brand, vetrina.
Soprattutto per chi della musica ha fatto una casa e una professione.
Ma sotto questo brusio resta un bisogno antico e universale: il diritto a uno spazio che non deve compiacere, produrre, misurare.
Ogni musicista conosce quel luogo interiore in cui il gesto creativo precede il pubblico.
Prima del giudizio, della valutazione, del consenso.
È la zona franca in cui lo studio torna gioco, l’improvvisazione vibra solo per sé, e la musica — per un istante — si libera dalla timeline e dal risultato.
Non tutto va protetto dall’esterno: la musica esiste anche per essere ascoltata, e la condivisione può essere un dono, oltre che una strategia.
Ma ogni tanto è necessario fermarsi e chiedersi:
sto ancora sentendo il piacere del suonare, oltre la timeline?
Ho un luogo in cui la musica torna rifugio, e non soltanto performance?
Il filosofo Byung-Chul Han lo ricorda con lucidità: il rischio non è lavorare con creatività, ma non avere più spazi sacri in cui la produttività non entra.
Non si tratta di opporre puro gioco a puro profitto, ma di trovare una zona intermedia: una creatività che si rinnova quando non deve dimostrare nulla a nessuno, se non a te.
Crea, condividi, pubblica — se fa parte del tuo cammino, fallo con forza e trasparenza.
Ma almeno una volta, in questi giorni di pausa, regalati anche un gesto solo per te, ritagliati uno spazio sacro in cui semplicemente lasci che il pensiero e la musica respirino.
Non per essere mostrati, solo per essere vissuti.
Non devi scegliere tra lavoro e nutrimento:
puoi danzare tra i due mondi.
E ricordati questo, soprattutto ora:
La creatività non va recintata.
Basta proteggerle, ogni tanto, un angolo selvatico
in cui possa respirare solo per te.
Affacciamoci al Nuovo Anno con consapevolezza.
Vi abbraccio,
Sara
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